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Glossario Termini usati nel Reiki a altre discipline olistiche.

Indice Generale

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Lettera "IJK"

Ian White Naturopata australiano che ha sviluppato delle essenze ricavate da fiori australiani simili come effetto ai fiori di Bach. Ha chiamato queste essenze Australian Bush Flower Essences.
Inamoto Hyakuten
Secondo successore della scuola di Hayashi e fondatore della Komyo Reiki Kai.
Japanese Reiki
Sono le tecniche e le attivazioni che si usavano e si usano ancora oggi alla scuola Giapponese del Maestro Usui la: Usui Reiki Ryoho Gakkai. Oggi questa conoscenza è potuta arrivare fino a noi grazie a due persone: Frank Arjava Petter e Hiroshi Doi, un membro della Usui Reiki Ryoho Gakkai, dove appunto si è formato. L’insegnamento si è reso in seguito disponibile anche in Italia grazie a Taggart King, allievo diretto di Frank Arjava Petter che ha ricevuto anche gli insegnamenti di Hiroshi Doi.
Karuna® Reiki
Karuna è un termine sanscrito usato anche nell'induismo, nel buddismo e nello Zen: si applica a qualsiasi azione che venga intrapresa per diminuire le sofferenze altrui e potrebbe essere tradotto come "azione compassionevole". Il metodo Karuna Reiki è stato sviluppato da William Lee Rand. I vari Simboli che caratterizzano Karuna Reiki sono stati canalizzati da diversi altri master Reiki, tra cui Marcy Miller, Kellie-Ray Marine, Pat Courtney, Catherine Mills Bellamont e Marla Abraham. William Rand provò i Simboli e ne riscontrò il valore; sentendo tuttavia che il loro potenziale era ben maggiore di quanto ritenuto in precedenza, meditò su di essi e fu guidato a stabilire le procedure di attivazione e a chiamare il nuovo metodo "Karuna Reiki".
Kundalini
Con Kundalini si intende un'energia residuale della creazione (meglio nota come shakti) che si trova in ogni essere umano. In particolare Kundalini corrisponderebbe alla "forza generativa" in contrapposizione alle altre due forme di energia tradizionali cioè prana (o energia vitale) e fohat (o energia di movimento). Kundalini, allo stato latente, risiede nell'osso sacro posto alla base della colonna vertebrale sopra un plesso che si fa corrispondere al più basso dei chakra, detto in genere muladhara, ed in particolare nella zona del perineo. Il suo nome deriva dalla parola kundala, che significa avvolto, arrotolato, spiraliforme, perché allo stato latente (detto anche dormiente), la kundalini si trova avvolta in tre spire e mezzo.
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