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Lettera aperta sulla nascita della Reiki Alliance di Carell Ann Farmer

Traduzione
Originale

Cari Reiki Master,


scrivo questa lettera per esporre la mia verità in risposta agli avvenimenti che attualmente circondano la pratica del Reiki, in particolare, intorno al ruolo di Grand Master, al concetto di un unico titolare di diritto dell'eredità, del lignaggio, della registrazione del marchio e dell'emissione di licenze.
Scrivo per fornire un quadro più completo dello sviluppo del sistema Reiki di Usui. Scrivo perché ora ho il coraggio e la volontà per farlo. Scrivo per incoraggiare altre persone a rendere pubbliche le loro verità. Scrivo al fine di rendere onore alla forza vitale per come si manifesta dentro di me.

Nel gennaio del 1981 fui iniziata da Phyllis Furumoto ai primi due livelli Reiki. Durante il seminario di primo livello ricevetti tre doni:
– la consapevolezza che ero un'insegnante di questa arte per la guarigione naturale (che allora era conosciuta come "Reiki – un'arte giapponese per la guarigione naturale");
– la consapevolezza che si trattava di un cammino individuale e che la mia saggezza interiore mi avrebbe sempre guidato;
– la consapevolezza che quando imponevo le mani avveniva la guarigione.
La concretizzazione di questa saggezza è aumentata durante gli anni successivi in virtù delle sfide che mi si sono presentate.

Fui iniziata a Reiki Master il 1° aprile 1982. Ero la quarta Master iniziata da Phyllis. Le pagai 10.000 dollari. Phyllis mi chiese di assumermi due impegni: onorare il Reiki come tradizione orale e farne la mia sola fonte di guadagno. Mi impegnai, quindi, a realizzare il master in me. Ho tenuto fede al mio impegno per la tradizione, anche se all'epoca in cui lo assunsi non sapevo bene che cosa significasse.
Ero un genitore single con due figli e nessun'altra fonte di guadagno. Credere che l'universo mi avrebbe fornito in toto tutto ciò di cui avevo bisogno per mantenere la mia famiglia fu un enorme salto nella fede. Il mio lavoro di insegnante di guarigione naturale e la mia vita sono stati sostenuti da questa pratica. Sono stata invitata a viaggiare in lungo e in largo per tenere seminari e fare trattamenti. È stata una profonda esperienza di aiuto e di amore. Questo mi ha insegnato l'essenza del Reiki.
Ho mantenuto il mio impegno di farne la mia sola fonte di guadagno. Il 1° aprile 1996 ho portato il mio lavoro di guarigione nel mondo del commercio, dove sono cresciuta in esperienza e in forza, fronteggiando la politica e il bisogno di fondo di guadagnare.

Vivo la pratica del Reiki silenziosamente e continuo ad approfondire la mia comprensione di ciò che significa seguire la mia saggezza interiore e a dedicare la vita a essere sempre più competente nel mio ruolo di Master.
Parte dei ricordi che desidero condividere sono frammenti di conversazioni che Phyllis ebbe con me durante i miei seminari di Primo e Secondo Livello, la mia successiva preparazione a Master e l'amicizia che ci fu tra di noi per molti anni.
Ho mantenuto il silenzio su tali conversazioni in base alla mia etica, ma ora la relazione con Phyllis non esiste più, e questo per mia scelta. Per molti anni ho sentito di non potermi allineare con il controllo e il potere che essa esercita attraverso il suo ruolo.

Phyllis e io eravamo forti catalizzatrici l'una dell'altra, ma ognuna di noi ha il proprio destino da compiere e, come in tutte le relazioni, abbiamo il diritto di essere d'accordo o in disaccordo.
Voglio affermare chiaramente che non ho alcun interesse a far apparire Phyllis in errore per le scelte che ha compiuto. Intendo solo parlare con il mio cuore, e alcune delle cose che ho da dire sono in disaccordo con le sue scelte. Questa dichiarazione è per me difficile, perché lei è stata mia insegnante e amica e uno dei principi del Reiki prevede di onorare i propri insegnanti.

Incontrai Phyllis poco dopo la morte di sua nonna, Hawajo Takata, e rimanemmo in stretta associazione per un periodo di diversi anni (dal 1981 al 1984). Phyllis aveva fiducia in me e mi parlò senza risparmiare dettagli di quanto fosse confusa a proposito della morte della nonna senza che fosse chiarito il suo futuro ruolo, della mancanza di direttive che sentiva nella propria vita e della paura dell'opportunità che aveva di fronte a sé di farsi avanti nella posizione che era stata occupata dalla nonna.

Ricordo il giorno in cui arrivò a casa mia e dichiarò di aver preso una decisione. Disse: "Andrò avanti per il denaro". Aveva deciso di proseguire il lavoro della nonna – insegnamento in seminari, iniziazioni di Master – per le potenzialità di guadagno.

Phyllis iniziò quattro Master tra il febbraio 1981 e l'aprile 1982, quindi cominciò a progettare il primo convegno dei Reiki Master nelle Hawaii (Aprile 1982) e il servizio commemorativo per la nonna. Per molti versi stava già agendo come se si trovasse nei panni di sua nonna. L'affermazione "continuerò per il denaro" mi colpì profondamente; mi sembrò sbagliato in base alla mia esperienza con il Reiki. Nonostante fossi una neofita, avevo sentito la profondità intrinseca del Reiki e l'impatto spirituale, mentre la sua decisione era materialistica. Secondo la mia esperienza, non c'era consapevolezza spirituale in ciò e ne sentivo il paradosso. La mia confusione riguardo l'"onorare la mia insegnante" aumentò.

Sedetti nel cerchio del primo convegno dei Reiki Master nel 1982, dieci giorni dopo essere stata iniziata a Master. Ascoltai le storie su come la Takata avesse preparato ciascun Master in modo diverso. Tracciammo insieme i simboli, e fu uno choc per l'intero gruppo scoprire che erano diversi: simili per certi aspetti ma diversi per altri. Che cosa significava questo? Le discussioni in proposito ci portarono a decidere che avremmo usato tutti gli stessi simboli, ma non ricordo esattamente il modo in cui arrivammo a determinare quelli corretti. Fu l'inizio del tentativo di standardizzazione.

Il metodo originale di insegnamento della Takata era fonte di grande disagio: non comprendemmo l'importanza dell'unicità; eravamo giunti là con la nostra nozione tutta occidentale di uniformità.
Dalla discussione sembrò che nessuno del gruppo avesse compreso la reale funzione dei simboli quali catalizzatori del risveglio interiore e della connessione con l'Energia.

Se all'epoca fosse stato compreso, non ci saremmo impegnati in quel processo basato sul bisogno di simboli esattamente uguali per tutti. E adesso lo comprendiamo? Capiamo che il metodo di insegnamento della Takata permetteva a ciascun Master la libertà di scoprire la sua personale unicità? Capiamo che ogni Master è unico?

Anch'io vissi la confusione per il fatto che nessun successore era stato designato. Barbara Weber Ray rappresentava se stessa come aspirante leader e questo creava qualche preoccupazione perché essa aveva intrapreso azioni e stava avanzando pretese a seguito di qualche accordo con la Takata, inoltre era stata invitata al convegno ma aveva declinato l'invito.

Fu chiesto a Phyllis che cosa le avesse detto la Takata prima di morire; essa rispose che la nonna sperava che lei seguisse le sue orme, ma senza dire alcunché di definitivo.
Fu chiesto a Phyllis se la Takata le avesse fornito una qualunque conoscenza supplementare sui simboli. Essa rispose di no, ma era la sola persona ad aver cominciato a iniziare dei Master e in molti modi stava presiedendo il convegno. Disse di essere aperta alla possibilità di essere prescelta in qualità di colei che avrebbe seguito le orme della Takata, e alla fine questo fu ciò che sembrò accadere.
Sembrava che nessuno volesse assumersi la responsabilità di quel ruolo tranne Phyllis e nessuno comprese realmente che cosa stava per accadere. Credo che nessuno di noi avesse la più pallida idea di come il Reiki avrebbe potuto essere portato avanti senza un leader.

A quel convegno ricevetti un altro profondo dono. Ebbi una potente esperienza riguardante il concetto di Grand Master. Sapevo nel profondo di me stessa di avere il potenziale per essere una Grand Master, ma ero appena stata iniziata a Master ed ero considerata la "bambina" del gruppo: la possibilità di visualizzare me stessa nel ruolo di Grand Master o l'idea di dire che avevo una profonda conoscenza interiore era ridicola e terrificante. Scelsi di non parlarne.

Vorrei aver avuto il coraggio e la fede per parlare; avrebbe potuto rendere molto diverso il futuro del Reiki. Mi è chiaro che, se avessi parlato, si sarebbe aperto un dibattito sul concetto di Grand Master. Il futuro del sistema Reiki di Usui sarebbe potuto apparire molto diverso. Ipotizziamo per un momento una discussione sul concetto di Grand Master fra quei Reiki Master: Grand Master non come titolo o posizione, ma come possibilità alla quale tutti e ognuno di noi può aspirare. Credo che, a qualche livello, tutti i presenti a quel convegno avessero questa esperienza energetica tale da renderli potenziali Grand Master.

Mentre partecipavo al convegno, sentivo l'energia attraverso il mio corpo, la piena forza e il potenziale di quella consapevolezza. So che tutti abbiamo l'opportunità di dirigere la nostra vita in modo da diventare Grand Master. Potremmo chiederci: "Che cosa significa Grand Master?" Significa una potente focalizzazione spirituale che ci spetta per diritto di nascita. Dare vita a questo significato è abbastanza diverso dall'agire come se fossimo Grand Master. Se il titolo comporta una designazione onorifica, credo che esso debba essere guadagnato vivendo una vita esemplare.

A mio parere abbiamo tutti dimenticato l'ingenuità dei partecipanti al convegno. Era la prima volta che un gruppo di Reiki Master si riuniva in America. Sostanzialmente eravamo tutti "bambini" nella pratica del Reiki, mentre ci trovavamo a fronteggiare questioni che richiedevano saggezza e maturità. Ritengo che nessuno cominciò neppure a capirlo, all'epoca.

La mancanza di comprensione del discorso della successione, la confusione sul metodo di insegnamento della Takata, le variazioni tra i simboli, la minaccia che Barbara Weber Ray avrebbe riempito il vuoto lasciato dalla morte della Takata: tutto ciò era espresso dalle paure all'interno del gruppo.
Nessuno sapeva della decisione di Phyllis di "andare avanti per il denaro" tranne me, e io non divulgai quell'informazione. Nessuno dei presenti prese la mancata designazione di un successore da parte della Takata come dimostrazione che non ci sarebbe dovuto essere un successore. È invece possibile che questa sia la verità.
Al successivo convegno dei Reiki Master, tenuto nel 1983 a casa di Barbara Brown, nella Columbia Britannica, ci fu un ulteriore sviluppo: venne istituita la Reiki Alliance. Non ricordo più esattamente i dettagli, ma rammento che Phyllis agiva come se fosse la leader, e la maggior parte delle persone si muoveva in base all'energia della situazione.

Ricordo anche che ci vollero giorni di lavoro per stilare la dichiarazione d'intenti della Reiki Alliance. Fu l'inizio dell'ulteriore occidentalizzazione del Reiki.
In quanto persone nate e cresciute in Occidente, abbiamo un certo insieme di valori e stili di vita. Quando questi valori vengono applicati a un insieme di altri valori provenienti da diversa cultura, questi cambiano il loro significato originario. Nel caso del Reiki credo che abbiamo deviato fortemente dall'insegnamento e dagli intenti originari.
Per comprendere una cultura diversa sono necessari studio e contemplazione approfonditi, invece il solo strumento che avevamo per comprendere era la nostra struttura mentale occidentale. Questa struttura mentale occidentale, combinata con la motivazione propria di Phyllis, portò quest'ultima a farsi riconoscere Grand Master e, più tardi, a proclamarsi detentrice della discendenza.

Attualmente essa è la sola erede di diritto del sistema Reiki di Usui. Non credo che quello che uscì provenisse dall'energia del sistema in sé, ma che fosse piuttosto un prodotto della mentalità occidentale e dell'ambizione di Phyllis.

Al successivo raduno della Reiki Alliance, qualcuno dei Master chiese a Phyllis di parlare di ciò che accadde alla morte della Takata e di come si svolsero i fatti che la portarono a proclamare il suo diritto a succederle. Essa cominciò a raccontare una storia inventata, e io la richiamai alla verità.

Phyllis ritrattò le sue affermazioni, ma la domanda rimase priva di risposta.
Dopo il raduno lasciai la Reiki Alliance. Sentivo che Phyllis aveva costruito attorno al sistema Reiki di Usui un edificio che in realtà era una protezione per i suoi scopi. Cominciai a seguire un mio cammino personale nel Reiki. Iniziai a imparare a seguire la mia saggezza interiore.

Nel corso di questi ultimi diciannove anni ho lavorato per approfondire la mia comprensione e integrare quei tre doni ricevuti ai seminari dei primi due livelli e il quarto, ricevuto durante il convegno alle Hawaii nel 1982. Queste esperienze spirituali sono state le mie guide durante il viaggio. Esse mi hanno portato a sempre maggiore semplicità e amore, il che è una benedizione nella mia vita.

Non sono d'accordo con le complesse nozioni che vengono correntemente espresse da Phyllis a proposito della pratica del Reiki. Non sono d'accordo con alcuna delle nozioni connesse con un ruolo di Grand Master, con un ufficio di Grand Master, con il suo dichiararsi portatrice di discendenza, unica crede di diritto del Sistema Reiki di Usui, né con le tariffe per ottenere la licenza, perché queste cose non appartengono al sistema in sé.

A che cosa serve tutto ciò? Chi trae vantaggio da tutta questa situazione? A me sembra che sia Phyllis.

Le nozioni di forma, disciplina e pratica sono inerenti al modo in cui questa arte di guarigione è presentata dal Reiki Master: per lo meno questo era vero un tempo.
Nella tradizione orale, ciò a cui veniva data enfasi era la scoperta di sé, e questo si incarnava nel concetto: "permetti all'Energia di guidarti". Non c'è bisogno di lunghi trattati per questo. Confida nel fatto che il Reiki Master lo viva e lo modelli. È semplice. È reale.

Siamo tutti fondatori di lignaggio, eredi di diritto e potenziali Grand Master. Non è l'esclusivo diritto di una persona.

Abbiamo una grande opportunità di liberarci dalla confusione e di ritornare all'autentica semplicità di questa dolce pratica. Credo che oggi abbiamo tutti la maturità e la comprensione necessarie per parlare, per essere ascoltati e per portare avanti la dignità e l'integrità di questo insegnamento. Siamo tutti responsabili di quello che è accaduto e siamo tutti responsabili del futuro.

Essere Reiki Master significa mantenere una promessa sacra. Questa purezza di cuore è l'essenza di ciò che dobbiamo condividere. Prego perché insieme possiamo portare avanti questa purezza per chiarire il passato, vivere quello che insegnamo e insegnare quello che viviamo. Vi mando questa lettera con amore e molte benedizioni.

Carell Ann Farmer, 31 dicembre 1997

Dear Reiki Masters,

I am writing this letter to share my truth in response to the present events that surround the practice of Reiki, in particular, the design of Office of the Grand Master, the concept of a sole and rightful heir, lineage bearer, trademarking and licensing. I write to provide a more complete picture of the growth of the Usui System of Reiki. I write because I have the courage and understanding now to do so. I write to encourage other people to speak their truth. I write so that I can honour the life force as it lives within me.

I was trained by Phyllis Furumoto in January, 1981 in the first two levels of Reiki. During my 1st level seminar, I received three gifts:

- the knowing that I was a teacher of this natural healing art (it was known then as Reiki – A Japanese Natural Healing Art)

- the knowing that it was an individual path and that my inner wisdom would always guide me

- the knowing that when I touched healing happened.

The actualization of this wisdom has strengthened over the ensuing years with the challenges presented to me.

I was initiated as a Reiki Master on April 1, 1982. I was the fourth Reiki Master that Phyllis initiated. I paid Phyllis $10,000. Phyllis asked me to make two commitments: to honour Reiki as an oral tradition and for it to be my sole source of income. I committed. I also committed to bringing forth the master in me. I have upheld my commitment to the oral tradition. At the time of making that commitment I did not really understand what it meant to commit to an oral tradition. I was a single parent with two children and no other source of income. It was a huge leap of faith to trust that the universe would totally provide all that I needed to raise and provide for my family. My work as a teacher of natural healing and my life have been supported by this practice. I have been invited to travel extensively to give seminars and treatments. It has been a profound experience of support and love. It has taught me the essence of Reiki. I have upheld the commitment to it being my sole source of income. On April 1, 1996, I took my healing work into the corporate world, where I have gained experience and strength in standing strong in the face of politics and the bottom line of making a profit. I live the practice quietly and continue to deepen my understanding of what it is to follow my inner wisdom and to dedicate my life to mastery.Some of the memories that I want to share are parts of conversations that Phyllis had with me during my seminars in the first two levels of Reiki, my subsequent training as a Reiki Master and my friendship with her that extended over several years. I have held these conversations in confidence based on my personal ethics. The interactive relationship with Phyllis no longer exists and that is of my choosing. I have felt for many years that I cannot align with the control and power which she exerts in her role.

Phyllis and I were strong catalysts for each other. We each have our own destiny to fulfill. As in all relationships, we have the right to agree and disagree. I want to state clearly that I have no interest in making Phyllis appear "wrong" for her choices. I wish only to speak from my heart and some of what I have to say is in disagreement with her choices. It was a difficult path for me because she was my teacher and friend. I was taught that one of the Reiki precepts was to honour one's teacher. I met Phyllis shortly after her grandmother, Hawayo Takata died. Over a period of several years (1981 – 1984) we were in close association. Phyllis confided in me. She talked to me in great detail of her confusion over her grandmother's death, her grandmother's lack of clarifying Phyllis's future role, her lack of direction in her own life and her fear of the opportunity that was before her to step forward into the position that her grandmother had filled.

I remember the day that she arrived at my house and pronounced that she had made a decision. Her decision was clear. She said, "I will go for the money." She had decided to pursue her grandmother's work – teaching classes, initiating Masters – for the income potential. She initiated four Masters between Feb.1981 and April 1982. She began to plan the first gathering of Reiki Masters in Hawaii ( April 1982) and the memorial service for her grandmother. In many ways, she was already acting as though she was walking in her grandmother's shoes. Her statement of " I will go for the money" impacted me deeply. It felt wrong to me given my own experience of Reiki. Even though I was a neophyte, I had felt the depth inherent in Reiki. I had felt the spiritual impact. Her decision was a materialistic decision. In my experience, there was no spiritual awareness associated with it and I felt the paradox of that. My confusion regarding "honouring my teacher" deepened. I sat in the circle at the first gathering of Reiki Masters in Hawaii in 1982. I had been an initiated Master for 10 days. I listened to the stories of how Takata had taught each master differently. We drew the symbols together. It was quite shocking to the group to find out that they were different, similar in some respects and different in others. What did this mean? Discussion around this led to an agreement that we would all use the same symbols. I no longer remember exactly how we determined the correct symbols. It marked the beginning of attempted standardization. Takata's unique method of teaching was a source of great upset. We did not understand the uniqueness and came to it with our Western notion of uniformity and standardization. It was not apparent from the discussion that anyone in the group understood the real relationship of the symbols as a catalyst for inner awakening and connection to the Energy. If this had been understood at the time, we would not have engaged in the process of needing to have everyone's symbols be exactly the same. Is this understood now? Do we understand that Takata's way of teaching allowed each master freedom to discover their own uniqueness? Do we understand that each Master is unique? I also heard the confusion. No successor had been named. Barbara Weber was representing herself as the next leader. This was a source of concern because she had taken actions and was making claims about some agreements with Takata. Also, she had been invited to participate in the gathering and had declined. Phyllis was questioned about what Takata had said to her before she died. Phyllis said that her grandmother had hoped that she would follow in her footsteps, but that she had not said anything definitive about it. Phyllis was questioned about any additional knowledge or symbols that Takata had given her. She did not have any. But she was the only person that had started to initiate masters in the group. She was in many ways leading the gathering. She said that she was open to being chosen as the person who would follow in Takata's footsteps and eventually that is what appeared to happen. It seemed that nobody wanted the responsibility of the role except Phyllis and nobody really understood what was to happen. I think that we did not have a glimmer of understanding of how Reiki could have moved forward without a "leader." At that gathering, I received another profound gift. I had a powerful experience regarding the concept of grand master. I knew from deep within my being that I had the potential of being a grand master. I had just been initiated as a Master. I was the "baby" in the group. The possibility of envisioning myself embodying the concept of grand master or the notion of speaking that I had that profound inner knowing was ludicrous and terrifying. I chose not to speak of it. I wish that I had had the courage and trust of my heart to speak. It could have made a great difference to the future of Reiki. It is clear to me that if I had spoken, it would have initiated a discussion about the concept of "grand master." The future of the Usui System of Reiki may have looked very different. Consider for a moment a discussion about the concept of "grand master" amongst those Reiki masters. "Grand master", not as a title or a position, but as a possibility that each and every one of us can aspire to. I believe that at some level everyone at that gathering had this energy experience of the potential of grand mastery. I know that as one of the participants, I felt that energy through my body and I felt the full force and potential of that awareness. I know that we all have the opportunity to direct our lives to grand mastery. We could be living in the question "What is grand mastery"? A powerful spiritual focus that is our birth right. To live in this question is quite different from acting as if we are "grand masters". If there is a designation or honouring with a title, I believe that it must be earned from living an exemplary life. It seems to me that everyone has forgotten the naivete of the participants at the meeting. It was the first time that a group of Reiki Masters had sat together in America. We were all essentially "babies" in our practice of Reiki. We were dealing with issues that required wisdom and maturity in the practice of Reiki. I don't feel that we even began to understand that at the time. The lack of understanding of succession, the confusion over Takata's method of teaching, the variations in the symbols, the threat that Barbara Weber would fill the gap provided by Takata's death were expressed fears within the group. Nobody there knew the decision that Phyllis had made "to go for the money," except me and I did not share that information. None of the people present took the fact that Takata had not designated a successor to mean that there was not to be a successor. It is possible that this is the truth. A further development happened at the next gathering of Reiki Masters, which was held at Barbara Brown's home in British Columbia in 1983. The Reiki Alliance was formed. I can no longer recall exact details. I remember that Phyllis was acting as the leader and most persons there moved with the energy of the situation. I remember spending days working on the purpose statement of the Reiki Alliance. It was the beginning of the further westernization of Reiki. As people born and raised in the West, we have a certain set of values and definitions. When these definitions and values are applied to a set of values and definitions from another culture, they change the original meaning. In the case of Reiki, I think that we have deviated greatly from the original teaching and intent. It requires intensive study and contemplation to understand a different culture. The only way we had of understanding was through our Western mind set. This Western way of thinking coupled with Phyllis's own motivation led to her being known as Grand Master and later, her proclamation of being a lineage bearer and now, that she is the sole and rightful heir of the Usui System of Reiki. I do not think that what transpired was in the energy of the system itself, rather an outcome of the Western way and Phyllis's ambition. At the next gathering of the Reiki Alliance, one of the Masters asked Phyllis to talk about what happened when Takata died and the process of how she came to claim to be a successor. She began to tell a story that was a fabrication. I called for truth. Phyllis retracted her statements, but the question remained unanswered. After that gathering, I left the Reiki Alliance. I felt that Phyllis had created a fabrication around the Usui System of Reiki that was a protection for her own purposes. I began to walk my own path with Reiki. I began the process of following my inner wisdom.

For the past seventeen years, I have been deepening my understanding and integrating those first three gifts from my first level seminar and the fourth gift from my sitting in the circle in Hawaii in 1982. Those spiritual experiences have been my guides in this journey. It is a blessing in my life that they have led to greater and greater simplicity and love. I do not align with the complex notions that are currently expressed by Phyllis about this practice. I do not align with any of the notions of a role of grandmaster, office of grandmaster, lineage bearer, sole and rightful heir of the Usui System of Reiki or licensing fees for Masters because they do not come from the system itself. What is all this for? Who benefits from all this "stuff?" It looks to me like Phyllis does. The notions of form, discipline and practice are inherent in the way that this healing art is presented by the Reiki Master.. At least at one time this was true. In the oral tradition, the emphasis was on self discovery and embodied in the concept " allow the Energy to lead you". There is no need to have lengthy treatises about it. Trust the Reiki Master to live it and model it. It is simple. It exists. We are all lineage bearers, rightful heirs and potentially grandmasters. It is not the exclusive right of one person. We have a great opportunity to free ourselves from confusion and return to the true simplicity of this gentle practice. I believe that we have the maturity and understanding at this time to speak, to be heard and bring forth the dignity and integrity of this teaching. We are all responsible for what has happened and we are all responsible for the future.

To be a Reiki Master is to hold a sacred trust. This purity of heart is the essence of what we have to share. I pray that together we can bring that purity forth to clarify the past, live what we teach and teach what we live.

I send you this letter with love and blessings,

Carell Ann Farmer, 31 december 1997

 

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